⌂ Riti di passaggio

Le lamine d'oro orfiche: istruzioni per il viaggio dell'anima

Da Hipponion a Thurii, le sottili lamine d'oro sepolte con i defunti indicano all'anima la fonte di Mnemosyne e le parole da dire ai guardiani dell'Ade.

Nelle tombe di alcuni defunti dell'Italia meridionale, della Grecia e di Creta sono state trovate sottili lamine d'oro, piegate o arrotolate, incise con pochi versi. Sono testi brevissimi, ma tra i documenti più affascinanti della religione greca: vere e proprie istruzioni per il viaggio dell'anima dopo la morte, destinate a chi aveva ricevuto una particolare iniziazione.

Che cosa sono

Gli studiosi le chiamano «lamine orfiche» o, con un'espressione più prudente, «lamine bacchiche». Si tratta di fogli d'oro di pochi centimetri, deposti accanto al corpo, talvolta sulla bocca o nella mano, talvolta in un piccolo astuccio appeso al collo. Le più antiche risalgono al V-IV secolo a.C., le più recenti all'età romana.

Il legame con l'orfismo, il movimento religioso che si richiamava al cantore Orfeo, è suggerito dai contenuti: purezza, ciclo delle nascite, origine divina dell'anima. Il legame con Dioniso, chiamato Bacchio, è esplicito in alcuni testi.

La lamina di Hipponion

Una delle lamine più importanti fu scoperta nel 1969 a Hipponion, l'odierna Vibo Valentia, in Calabria, nella tomba di una donna. È considerata tra le più antiche finora note. Il testo descrive con precisione la geografia dell'aldilà:

  • a destra delle dimore di Ade si trova una fonte, presso la quale sorge un cipresso bianco: lì scendono le anime dei morti a rinfrescarsi, ma l'iniziata non deve avvicinarsi;
  • più avanti c'è l'acqua fresca che scorre dal lago di Mnemosyne, la Memoria, sorvegliata da custodi;
  • ai custodi l'anima deve rivolgere una formula precisa.

La formula è celebre: «Sono figlia della Terra e del Cielo stellato», dichiara l'anima, aggiungendo di essere riarsa dalla sete e chiedendo di bere dalla fonte della Memoria. Dopo averla bevuta, percorrerà la via sacra insieme agli altri iniziati.

Memoria contro oblio

Il cuore simbolico di questi testi è l'opposizione tra due acque. Bere dalla prima fonte, quella più vicina e invitante, significa probabilmente dimenticare, come accade alle anime comuni. Bere dal lago di Mnemosyne significa conservare la memoria della propria origine celeste.

Nella mitologia greca il fiume Lete era quello dell'oblio. Le lamine non sempre lo nominano, ma la logica è la stessa: l'iniziato è colui che ricorda chi è.

Le lamine di Thurii e Pelinna

Altri esemplari provengono da Thurii, l'antica colonia presso Sibari. In questi testi l'anima si presenta direttamente a Persefone, la regina degli inferi, con parole come: «Vengo pura dai puri». Afferma di essere uscita dal «cerchio» doloroso e pesante, espressione che molti studiosi collegano all'idea di un ciclo di reincarnazioni da cui l'iniziato si libera.

Compare anche una formula enigmatica: «capretto, sono caduto nel latte». Il suo senso preciso è discusso; sembra indicare una nuova nascita, una condizione di beatitudine improvvisa.

Nel 1987, a Pelinna in Tessaglia, furono trovate due lamine a forma di foglia d'edera, la pianta di Dioniso. Il testo si apre così: «Ora sei morto e ora sei nato, tre volte beato, in questo stesso giorno». Si prescrive di dire a Persefone che Bacchio stesso ha liberato il defunto.

Un rito di passaggio scritto

Queste lamine mostrano con rara chiarezza che cosa significasse, per alcuni Greci, un'iniziazione. Non era soltanto un'esperienza vissuta in vita: era una preparazione al passaggio estremo. L'iniziato riceveva un sapere da usare nel momento della morte: la strada giusta, la fonte da evitare, le parole da pronunciare.

La morte diventa così una soglia da attraversare correttamente, e la lamina è una sorta di lasciapassare. In termini antropologici, la sepoltura stessa si fa rito di aggregazione: il defunto è accolto tra i beati, non disperso tra le ombre.

Altri documenti orfici

Accanto alle lamine, due scoperte hanno arricchito le conoscenze sull'orfismo. A Olbia, sul Mar Nero, furono trovate tavolette d'osso del V secolo a.C. con la parola Orphikoi e la sequenza «vita, morte, vita». Nel 1962, a Derveni, presso Salonicco, venne alla luce un papiro carbonizzato con un commento a un poema teogonico attribuito a Orfeo: è considerato il più antico libro europeo conservato.

In sintesi

  • Le lamine d'oro orfiche, sepolte con alcuni defunti, guidano l'anima nell'aldilà.
  • La lamina di Hipponion descrive il cipresso bianco, la fonte da evitare e il lago di Mnemosyne.
  • La formula «sono figlia della Terra e del Cielo stellato» afferma l'origine divina dell'anima.
  • I testi di Thurii e Pelinna parlano di purezza, di liberazione dal cerchio e di rinascita.
  • Insieme al papiro di Derveni, sono fonti dirette sulle iniziazioni orfico-bacchiche.
☉
Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

Leggi anche