La vita di Tommaso Campanella sembra un romanzo: un frate domenicano che progetta una rivolta contro il dominio spagnolo, si finge pazzo per sfuggire alla condanna a morte, trascorre quasi trent'anni in carcere scrivendo opere di filosofia, poi diventa consigliere astrologico di un papa e muore esule a Parigi sotto la protezione del cardinale Richelieu. In questa vita straordinaria si intrecciano filosofia della natura, profezia, utopia politica e magia rinascimentale.
Il giovane frate ribelle
Giovan Domenico Campanella nacque a Stilo, in Calabria, nel 1568, figlio di un calzolaio. A quattordici anni entrò nell'ordine domenicano, prendendo il nome di Tommaso. Lesse avidamente e si appassionò alla filosofia di Bernardino Telesio, che spiegava la natura attraverso i principi del caldo e del freddo, contro l'autorità di Aristotele. Nel 1591 pubblicò la Philosophia sensibus demonstrata, una difesa di Telesio.
Le sue idee lo portarono presto davanti ai tribunali ecclesiastici: fu processato più volte a Napoli, Roma e Padova, accusato di eterodossia e di pratiche sospette. In quegli anni conobbe anche Galileo.
La congiura del 1599
Tornato in Calabria, Campanella si convinse, sulla base di segni astrologici e profezie, che il 1600 avrebbe portato grandi rivolgimenti. Divenne la guida spirituale di una congiura che mirava a liberare la Calabria dagli spagnoli e a fondare una repubblica teocratica. Nel 1599 la congiura fu scoperta prima di realizzarsi e Campanella fu arrestato.
Accusato di ribellione ed eresia, rischiava la pena capitale. Per evitarla si finse pazzo, perché la legge non permetteva di giustiziare chi non era in grado di pentirsi. Per verificare la simulazione fu sottoposto a una lunghissima tortura, la cosiddetta «veglia», che sopportò senza cedere. Evitò la morte, ma fu condannato al carcere perpetuo.
Ventisette anni di prigione
Campanella rimase nelle carceri napoletane, in condizioni a volte durissime, fino al 1626. In prigione scrisse la maggior parte delle sue opere, tra cui:
- La Città del Sole (scritta nel 1602, pubblicata in latino nel 1623);
- il Del senso delle cose e della magia, sulla sensibilità diffusa in tutta la natura;
- l'Apologia pro Galileo (scritta nel 1616, pubblicata nel 1622), una difesa della libertà di ricerca scientifica;
- la Metaphysica e numerose poesie filosofiche.
La Città del Sole
La Città del Sole è un dialogo tra un ospitaliere e un genovese, navigatore al seguito di Colombo, che descrive una città ideale situata su un'isola. La città è costruita su un colle, con sette cerchi di mura che portano dipinte tutte le scienze, così che gli abitanti imparino guardando le pareti.
Le caratteristiche principali sono:
- al vertice c'è un sacerdote-principe chiamato Sole o Metafisico, affiancato da tre ministri: Potenza, Sapienza e Amore;
- la proprietà privata è abolita, perché considerata fonte dell'egoismo;
- il lavoro è obbligatorio per tutti ma limitato a poche ore al giorno;
- la vita è regolata secondo l'astrologia, che decide anche i momenti più favorevoli per le azioni importanti.
L'opera appartiene al genere dell'utopia inaugurato da Tommaso Moro, ma ha un carattere più marcatamente religioso e cosmico: la città riflette l'ordine del cielo.
I riti con Urbano VIII
Liberato nel 1626 e trasferito a Roma, Campanella entrò in contatto con papa Urbano VIII, che temeva le eclissi annunciate dagli astrologi come presagio della sua morte. Lo storico D. P. Walker ha ricostruito come, intorno al 1628, Campanella eseguisse con il papa dei riti per neutralizzare gli influssi negativi: si chiudevano in una stanza sigillata, cospargevano l'ambiente di aceti e profumi, accendevano torce che rappresentavano i pianeti e ascoltavano musica gioviale e venerea.
Le indicazioni sono descritte nell'opuscolo De siderali fato vitando, pubblicato nel 1629 senza il consenso dell'autore. L'episodio è un esempio notevole di magia naturale e astrale ficiniana praticata ai vertici della Chiesa.
L'esilio e la morte
Le accuse contro di lui non cessarono e nel 1634, temendo un nuovo arresto, Campanella fuggì in Francia. A Parigi fu accolto con onore e pensionato da Luigi XIII e da Richelieu. Nel 1638 salutò la nascita del futuro Luigi XIV con un'egloga in cui ne prediceva un regno glorioso. Morì a Parigi, nel convento domenicano di rue Saint-Honoré, nel 1639.
In sintesi
- Tommaso Campanella (1568-1639) fu un frate domenicano calabrese, seguace della filosofia naturale di Telesio.
- Dopo la congiura del 1599 si finse pazzo e trascorse circa ventisette anni in carcere.
- In prigione scrisse La Città del Sole, utopia di una città governata secondo l'ordine del cielo.
- A Roma eseguì riti astrologici con Urbano VIII e morì esule a Parigi.