All'inizio del Seicento, mentre in Europa si affermava la nuova scienza, un medico inglese pubblicò un'enciclopedia monumentale che descriveva l'universo come un'unica, immensa corrispondenza tra il cielo e l'uomo. Era l'Utriusque cosmi maioris scilicet et minoris metaphysica, physica atque technica historia di Robert Fludd, cioè la «Storia metafisica, fisica e tecnica dell'uno e dell'altro cosmo, il maggiore e il minore». È uno degli ultimi grandi tentativi di tenere insieme tutto il sapere sotto il segno dell'ermetismo.
L'autore
Robert Fludd fu medico a Londra e membro del Collegio dei medici. Era un uomo di vasta cultura, interessato alla medicina paracelsiana, alla Cabala, all'alchimia, alla musica e alla meccanica. Nel 1616 pubblicò un'Apologia compendiaria in difesa della Fraternità dei Rosacroce, i cui manifesti erano apparsi pochi anni prima in Germania. Pur non dichiarando mai di appartenere alla Fraternità, Fludd ne divenne uno dei più noti sostenitori.
Un'opera in più volumi
L'Utriusque cosmi historia fu stampata a Oppenheim, in Germania, dall'editore e incisore Johann Theodor de Bry, a partire dal 1617 e fino ai primi anni Venti del Seicento. L'opera, rimasta incompleta rispetto al progetto originario, è divisa in due grandi sezioni:
| Sezione | Oggetto |
|---|---|
| Macrocosmo | la creazione, la struttura del cielo, gli elementi, e le arti umane che imitano la natura |
| Microcosmo | l'uomo, il corpo, l'anima, le facoltà e le arti divinatorie |
Nella parte sul macrocosmo Fludd tratta anche argomenti che oggi considereremmo tecnici: aritmetica, musica, geometria, prospettiva, arte militare, macchine e orologi. Per lui anche queste discipline sono «scimmie della natura», cioè arti che imitano l'ordine del mondo.
Le immagini
L'opera è famosa soprattutto per le sue incisioni, realizzate nella bottega di de Bry. Alcune sono diventate vere icone dell'esoterismo occidentale:
- il grande buio: un quadrato completamente nero, con la scritta latina che significa «e così all'infinito», che rappresenta la materia informe prima della creazione;
- il monocordo cosmico: una corda tesa tra cielo e terra, accordata da una mano divina, che mostra l'universo come un'armonia musicale;
- lo specchio della natura: una figura femminile, la Natura, incatenata a Dio da un lato e alla scimmia, simbolo delle arti umane, dall'altro;
- l'uomo microcosmo: una figura umana inscritta in cerchi concentrici che rappresentano le sfere del cosmo.
Queste immagini non sono decorazioni: sono parte integrante dell'argomentazione. Fludd pensa per figure, e le incisioni rendono visibili i rapporti che il testo descrive.
Le polemiche
L'opera di Fludd suscitò reazioni vivaci da parte di alcuni dei maggiori pensatori del tempo.
Keplero
Giovanni Keplero, nell'appendice alla sua Harmonices mundi del 1619, criticò il modo in cui Fludd trattava l'armonia cosmica. Per Keplero l'armonia doveva fondarsi su misure e rapporti matematici verificabili; per Fludd era invece un simbolo da contemplare. Fludd rispose, e lo scambio è diventato un esempio classico del confronto tra due concezioni della conoscenza.
Mersenne e Gassendi
Anche il frate minimo Marin Mersenne e il filosofo Pierre Gassendi attaccarono Fludd, accusandolo di confondere scienza, magia e teologia. Ne nacque una lunga polemica, in cui Fludd difese la propria visione mosaica e ermetica della natura.
Le opere successive
Le polemiche non fermarono Fludd. Negli anni seguenti continuò a pubblicare scritti in cui difendeva la propria visione, fino alla Philosophia Moysaica, apparsa a Gouda nel 1638, poco dopo la sua morte. In quest'opera egli sosteneva che la vera filosofia naturale dovesse fondarsi sulle Scritture, e in particolare sui libri di Mosè, piuttosto che su Aristotele. Il titolo stesso riassume la sua convinzione: la conoscenza del mondo e la rivelazione divina sono due facce della stessa verità.
Il significato dell'opera
L'Utriusque cosmi historia è un documento prezioso di un momento di passaggio. Mostra una concezione del sapere in cui teologia, fisica, medicina, musica e tecnica sono parti di un'unica verità, fondata sulla corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo. Quella visione stava per essere superata dal metodo sperimentale, ma la sua forza simbolica è rimasta intatta.
Chi la studia oggi può apprezzarla su più livelli:
- come testimonianza della cultura ermetica e rosacrociana del Seicento;
- come capolavoro dell'incisione scientifica e simbolica;
- come riflessione sull'unità del sapere e sul posto dell'uomo nel cosmo.
In sintesi
- L'Utriusque cosmi historia di Robert Fludd fu stampata a Oppenheim da Johann Theodor de Bry a partire dal 1617.
- È divisa in due sezioni, dedicate al macrocosmo e al microcosmo.
- Le sue incisioni, come il grande buio e il monocordo cosmico, sono celebri.
- Fludd difese pubblicamente i Rosacroce e polemizzò con Keplero, Mersenne e Gassendi.
- L'opera rappresenta uno degli ultimi grandi tentativi di sintesi ermetica del sapere.