Chi ha sfogliato un libro di storia dell'esoterismo conosce quasi certamente le incisioni di Robert Fludd anche senza saperlo: il grande monocordo cosmico accordato da una mano che esce dalle nuvole, la scimmia della natura incatenata alla Natura stessa, i cerchi concentrici che scendono dalla luce divina fino alla Terra. Dietro quelle immagini c'è un medico inglese del primo Seicento che cercò di tenere insieme la Bibbia, l'ermetismo, Paracelso e le scienze del suo tempo.
Formazione e professione
Fludd nacque nel 1574 nel Kent, figlio di un funzionario della corona. Studiò al St John's College di Oxford e poi trascorse circa sei anni viaggiando nel continente, in Francia, Spagna, Italia e Germania, facendo anche il precettore presso famiglie nobili. Tornato in Inghilterra, si laureò in medicina a Oxford nel 1605.
L'ammissione al Collegio dei medici di Londra non fu semplice: le sue simpatie per Paracelso e il suo carattere poco diplomatico gli procurarono difficoltà, ma alla fine ne divenne membro e vi rimase per il resto della vita, esercitando la professione con successo. Fu collega di William Harvey e viene ricordato tra i primi a mostrarsi favorevole alla sua scoperta della circolazione del sangue, che leggeva come conferma dell'analogia tra il cuore e il Sole.
Il difensore dei Rosacroce
Quando in Germania comparvero i manifesti rosacrociani, la Fama Fraternitatis (1614) e la Confessio (1615), l'Europa colta si divise tra entusiasti, scettici e cercatori della misteriosa confraternita. Fludd prese posizione pubblicamente con l'Apologia compendiaria (1616) e il Tractatus apologeticus (1617), difendendo i Rosacroce dalle accuse di magia diabolica e presentandoli come portatori di una riforma della conoscenza.
Non esiste alcuna prova che Fludd abbia mai incontrato un membro della confraternita, né che essa esistesse come organizzazione. Le sue apologie sono piuttosto un manifesto personale: il programma di una filosofia che unisse fede e natura.
L'opera illustrata
Il suo lavoro più celebre è la Utriusque cosmi maioris scilicet et minoris metaphysica, physica atque technica historia, la «storia metafisica, fisica e tecnica dei due mondi, il maggiore e il minore», stampata a Oppenheim dall'editore Johann Theodor de Bry a partire dal 1617.
L'opera è costruita sulla dottrina di macrocosmo e microcosmo: l'universo e l'uomo sono due specchi che si corrispondono parte per parte. Il primo volume tratta del cosmo, dalla creazione alla struttura delle sfere; il secondo dell'uomo, della sua anatomia spirituale e delle «arti» che imitano la natura.
Tra le immagini più note:
- il monocordo divino, una corda tesa dalla Terra al cielo empireo, divisa secondo gli intervalli musicali;
- la scimmia della natura, simbolo dell'arte umana che imita l'opera divina;
- la creazione come passaggio dalle tenebre informi alla luce, rappresentato da quadrati neri e cerchi luminosi.
Accanto alla metafisica, il libro descrive anche aritmetica, musica, geometria, fortificazione, prospettiva, arte della memoria e geomanzia: una vera enciclopedia di inizio Seicento.
Le grandi polemiche
Proprio questa ambizione attirò critiche da parte dei protagonisti della nuova scienza:
| Avversario | Oggetto della polemica |
|---|---|
| Giovanni Keplero | Nell'appendice dell'Harmonices mundi (1619) distinse la propria armonia matematica, fondata su misure, dalle analogie simboliche di Fludd |
| Marin Mersenne | Accusò Fludd di magia e di confondere teologia e filosofia naturale |
| Pierre Gassendi | Scrisse un esame critico della sua filosofia su richiesta di Mersenne |
| William Foster | Contestò il cosiddetto «unguento armario», che secondo i suoi sostenitori guariva a distanza agendo sull'arma anziché sulla ferita |
Le repliche di Fludd sono preziose per lo storico: mostrano in diretta il conflitto fra due modi di conoscere, quello per analogia e corrispondenza e quello per misura ed esperimento.
Gli ultimi anni e la Filosofia mosaica
Fludd morì a Londra nel 1637. La sua ultima grande opera, la Philosophia Moysaica, uscì postuma e fu tradotta in inglese nel 1659: in essa sosteneva che la vera filosofia naturale si trova nella Scrittura, letta come rivelazione delle forze della luce e delle tenebre.
Oggi Fludd non è letto per le sue teorie mediche, ma come testimone di un momento cruciale: l'ultima grande sintesi ermetica prima che la scienza moderna separasse definitivamente il simbolo dalla misura.
In sintesi
- Robert Fludd (1574-1637) fu medico a Londra, paracelsiano e membro del Collegio dei medici.
- Difese pubblicamente i Rosacroce senza che risulti alcun suo legame reale con la confraternita.
- La Utriusque cosmi historia illustra la corrispondenza fra macrocosmo e microcosmo con incisioni celebri.
- Le polemiche con Keplero, Mersenne e Gassendi documentano lo scontro fra analogia simbolica e nuova scienza.