Prima delle chiavi e dei grimori salomonici del Medioevo e del Rinascimento, esisteva già un testo che raccontava come il re Salomone avesse sottomesso i demoni. È il Testamento di Salomone, uno scritto greco della tarda antichità che ha contribuito più di ogni altro a creare l'immagine di Salomone come signore degli spiriti. È al tempo stesso un racconto, un catalogo di demoni e un documento prezioso sulle credenze del mondo antico.
Un apocrifo greco
Il Testamento è un'opera pseudoepigrafa, cioè attribuita falsamente a un personaggio biblico. È scritto in greco e la sua datazione è molto discussa: le proposte degli studiosi vanno dal I al V secolo dopo Cristo, e molti ritengono che il testo attuale sia il risultato di più fasi di composizione. Il contenuto mostra un ambiente in cui convivevano elementi ebraici, cristiani e greco-egiziani.
Ne esistono diverse versioni manoscritte, che differiscono tra loro per lunghezza e dettagli.
L'inizio del racconto
La storia comincia durante la costruzione del Tempio di Gerusalemme. Un giovane operaio, amato dal re, viene tormentato ogni notte da un demone chiamato Ornias, che gli sottrae metà del salario e del cibo e gli succhia le forze. Salomone, addolorato, prega Dio con tutto il cuore.
In risposta alla preghiera, l'arcangelo Michele gli porta un anello con un sigillo inciso. Con quell'anello, gli dice, potrà imprigionare tutti i demoni e costringerli a lavorare alla costruzione del Tempio.
Salomone consegna l'anello al giovane, che lo getta contro Ornias quando questi ritorna. Il demone è catturato e portato davanti al re.
L'interrogatorio dei demoni
Da questo momento il testo si trasforma in una sorta di interrogatorio. Salomone fa comparire uno dopo l'altro numerosi demoni, e a ciascuno pone le stesse domande:
- qual è il tuo nome;
- qual è la tua attività, cioè quale male provochi agli uomini;
- quale angelo ti contrasta e ti rende impotente.
Ogni demone risponde e rivela il nome dell'angelo o la formula che lo sconfigge. Poi il re gli assegna un compito nella costruzione del Tempio: tagliare pietre, trasportare materiali, filare corde. Il potere del sigillo è dunque messo al servizio di un'opera sacra.
Tra i demoni compare Beelzebul, che si presenta come principe dei demoni, e una figura femminile chiamata Obizuth, che minaccia le partorienti.
I trentasei decani
Una delle sezioni più interessanti riguarda trentasei spiriti che si presentano insieme e che corrispondono ai decani, le trentasei suddivisioni dello zodiaco di origine egizia. Ciascuno di loro è associato a un particolare disturbo del corpo e indica il nome che lo allontana.
Questa sezione mostra l'influsso dell'astrologia ellenistica e della tradizione egizia dei decani. Va letta oggi come testimonianza delle credenze antiche sul rapporto tra cielo, spiriti e corpo, non certo come indicazione pratica.
La caduta di Salomone
Il Testamento si conclude in modo sorprendente. Salomone, che ha dominato tutti i demoni grazie alla sua fedeltà a Dio, cade per amore di una donna straniera. Per ottenerla, accetta di compiere un sacrificio agli dèi del suo popolo. In quel momento la gloria di Dio si allontana da lui, e il re diventa oggetto di scherno per gli stessi demoni che aveva sottomesso.
Il testo si presenta allora come un testamento nel senso letterale: Salomone scrive la propria storia perché chi legge impari dal suo esempio e non ripeta il suo errore.
L'importanza storica
Il Testamento di Salomone è prezioso per molti motivi:
- è una delle prime opere a presentare un catalogo organizzato di demoni con i loro nomi e i loro antagonisti angelici;
- ha fissato l'immagine dell'anello e del sigillo di Salomone, che sarà ripresa in innumerevoli tradizioni;
- mostra la fusione tra cultura ebraica, cristiana e astrologia ellenistica;
- anticipa molti temi dei grimori salomonici successivi.
Un racconto morale
Al di là del suo valore storico, il Testamento contiene una lezione morale chiara. Il potere di Salomone non deriva da lui, ma dalla sua relazione con Dio. Quando questa relazione si spezza, il potere svanisce. Il testo insiste dunque sull'idea che la sapienza e l'autorità sugli spiriti dipendano dalla rettitudine interiore.
In sintesi
- Il Testamento di Salomone è un apocrifo greco, datato in modo discusso tra il I e il V secolo.
- Racconta come l'arcangelo Michele dia a Salomone un anello con un sigillo per dominare i demoni.
- I demoni, interrogati dal re, rivelano nome, attività e angelo che li contrasta.
- Una sezione presenta i trentasei decani dello zodiaco come spiriti.
- Il racconto si chiude con la caduta di Salomone, presentata come ammonimento.