René Guénon è considerato il fondatore della corrente che gli storici chiamano tradizionalismo o scuola perennialista. Matematico di formazione, frequentatore da giovane degli ambienti occultisti di Parigi, ne divenne il critico più severo e sviluppò una dottrina basata sull'idea di una Tradizione primordiale di cui le grandi religioni sarebbero espressioni diverse. Trascorse gli ultimi vent'anni della sua vita al Cairo, come musulmano, con il nome di Abd al-Wahid Yahya.
Gli anni parigini
Guénon nacque a Blois nel 1886, in una famiglia cattolica. Nel 1904 si trasferì a Parigi per studiare matematica, ma abbandonò presto gli studi universitari regolari. Negli anni successivi frequentò con assiduità il mondo dell'occultismo: fu allievo della scuola ermetica di Papus, entrò nell'Ordine Martinista e in diverse obbedienze massoniche, e fu consacrato vescovo della Chiesa gnostica con il nome di Palingenius. Tra il 1909 e il 1912 diresse la rivista La Gnose.
Fu in quegli anni che maturò la sua delusione. Guénon si convinse che l'occultismo moderno fosse un insieme confuso di frammenti tradizionali e di invenzioni recenti. Nel 1912 ricevette l'iniziazione sufi da un maestro egiziano, tramite il pittore svedese Ivan Aguéli, e si allontanò definitivamente da quei gruppi.
La critica del neospiritualismo
Le sue prime opere importanti sono una presa di distanza netta:
- Introduzione generale allo studio delle dottrine indù (1921), che presenta l'induismo come metafisica e non come religione esotica;
- Il teosofismo, storia di una pseudo-religione (1921), un attacco documentato alla Società Teosofica di Blavatsky;
- L'errore spiritista (1923), una critica radicale dello spiritismo e della sua idea di comunicazione con i defunti.
In questi libri Guénon distingue tra la vera tradizione, che richiede una trasmissione regolare e un insegnamento metafisico, e le forme moderne di «neospiritualismo», che considera deviazioni.
La dottrina della Tradizione
Il nucleo del suo pensiero si può riassumere in alcuni punti:
- esiste una Tradizione primordiale, di origine non umana, da cui derivano tutte le tradizioni autentiche;
- le religioni hanno un livello essoterico (riti, leggi, dogmi) e uno esoterico (la conoscenza metafisica), che converge al di là delle differenze;
- la vera iniziazione richiede l'appartenenza a un'organizzazione tradizionale regolare, che trasmetta un'influenza spirituale;
- la storia umana segue un ciclo discendente, secondo la dottrina indù dei yuga, e il mondo moderno si trova nella fase finale, il kali yuga.
Le grandi opere
| Opera | Anno | Tema |
|---|---|---|
| L'uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta | 1925 | La metafisica non duale dell'induismo |
| La crisi del mondo moderno | 1927 | Il moderno come deviazione dalla Tradizione |
| Il Re del mondo | 1927 | Il simbolismo del centro spirituale supremo |
| Il simbolismo della croce | 1931 | La croce come simbolo metafisico universale |
| Il Regno della quantità e i segni dei tempi | 1945 | Critica del materialismo e della modernità |
| Considerazioni sull'iniziazione | 1946 | Natura e condizioni dell'iniziazione |
Molti articoli sul simbolismo, pubblicati sulla rivista Études traditionnelles, sono stati raccolti dopo la sua morte nel volume Simboli della Scienza sacra.
Il Cairo
Nel 1930 Guénon partì per l'Egitto per un breve soggiorno, ma non tornò più in Francia. Al Cairo visse modestamente, praticando l'Islam, e nel 1934 sposò la figlia di uno sceicco, con la quale ebbe quattro figli. Ottenne la cittadinanza egiziana nel 1949 e morì al Cairo nel gennaio del 1951. Continuò per tutto quel periodo a scrivere articoli e a intrattenere una vasta corrispondenza con lettori europei.
L'influenza e le critiche
L'influenza di Guénon è stata ampia. Lo lessero e se ne ispirarono, in modi molto diversi, Ananda Coomaraswamy, Frithjof Schuon e Julius Evola; anche Mircea Eliade conobbe le sue opere. Il suo vocabolario, che distingue esoterico ed essoterico, iniziazione regolare e contraffazione, è entrato nel linguaggio di molti studiosi e praticanti.
Gli studiosi accademici sottolineano però diversi limiti. L'idea di una Tradizione primordiale unica è un'affermazione metafisica e non un dato storico; alcune sue ricostruzioni, come quella del centro nascosto chiamato Agarttha nel Re del mondo, si basano su fonti moderne poco attendibili, come Saint-Yves d'Alveydre e Ferdinand Ossendowski. La sua condanna globale del mondo moderno, infine, è stata usata anche in chiave politica, in direzioni estranee al suo interesse esclusivamente metafisico.
In sintesi
- René Guénon (1886-1951) frequentò da giovane gli ambienti occultisti parigini e ne divenne il critico più severo.
- Sostenne l'esistenza di una Tradizione primordiale espressa dalle diverse religioni.
- Opere come La crisi del mondo moderno e Il Regno della quantità criticano radicalmente la modernità.
- Visse dal 1930 al Cairo come musulmano; le sue tesi storiche sono discusse dagli studiosi.