Raimondo Lullo, in catalano Ramon Llull, è una figura che sfugge alle classificazioni. Fu cortigiano, poeta, missionario, filosofo, romanziere e mistico; scrisse in catalano, latino e arabo; inventò un metodo di pensiero fondato su figure e ruote girevoli che affascinò Giordano Bruno e Leibniz. Eppure il nome di Lullo è legato anche a una lunga serie di trattati di alchimia che egli non scrisse mai. Distinguere il Lullo storico dalla sua leggenda è il primo passo per capirlo.
Dalla corte alla conversione
Lullo nacque a Palma di Maiorca intorno al 1232, pochi anni dopo la conquista dell'isola da parte di Giacomo I d'Aragona. Crebbe nell'ambiente di corte, si sposò ed ebbe figli, e fu siniscalco del futuro re Giacomo II di Maiorca. Scriveva poesie d'amore secondo lo stile dei trovatori.
Secondo la Vita coaetanea, l'autobiografia che dettò in vecchiaia, intorno ai trent'anni ebbe per cinque volte la visione di Cristo crocifisso mentre componeva versi per una dama. Da quel momento decise di dedicare la vita a tre scopi: convertire i musulmani, scrivere il libro migliore del mondo contro gli errori degli infedeli e fondare scuole in cui i missionari imparassero le lingue.
L'arabo e l'illuminazione del monte Randa
Per realizzare il suo programma, Lullo studiò per circa nove anni l'arabo e la filosofia, con l'aiuto di uno schiavo musulmano. Poi si ritirò sul monte Randa, a Maiorca, dove, secondo il suo racconto, ricevette l'illuminazione che gli mostrò la forma della sua Arte.
Nel 1276, con l'appoggio del re di Maiorca, fondò a Miramar un collegio in cui tredici frati francescani avrebbero studiato l'arabo: il primo dei tanti tentativi di dare corpo al suo progetto missionario.
Come funziona l'Ars magna
L'idea di Lullo è tanto semplice quanto audace: se ebrei, cristiani e musulmani concordano su alcuni attributi di Dio, si può costruire un metodo che, combinando questi attributi, arrivi a verità dimostrabili e condivisibili da tutti, senza ricorrere all'autorità delle rispettive Scritture.
L'Arte si fonda su alcuni elementi:
- le dignità divine: bontà, grandezza, eternità, potere, sapienza, volontà, virtù, verità e gloria, indicate con lettere dell'alfabeto (da B a K);
- le figure: cerchi, triangoli e tabelle che mettono in relazione le dignità tra loro e con principi come differenza, concordanza, contrarietà, inizio, mezzo e fine;
- le ruote: dischi concentrici girevoli che permettono di ottenere in modo sistematico tutte le combinazioni possibili di lettere;
- le domande: se, che cosa, da che cosa, perché, quanto, di che qualità, quando, dove, come, con che cosa.
Combinando lettere e domande, il ragionamento procede quasi meccanicamente. Non a caso molti storici della logica vedono in Lullo un lontano precursore del calcolo simbolico. Le versioni principali sono l'Ars compendiosa inveniendi veritatem, la prima, e l'Ars generalis ultima con la sua sintesi, l'Ars brevis (1308).
Il romanziere e il missionario
Lullo scrisse anche opere narrative di grande importanza per la letteratura catalana:
- il Libro del gentile e dei tre savi, dialogo in cui un ebreo, un cristiano e un musulmano espongono la propria fede a un pagano, con un tono di rispetto raro per l'epoca;
- Blanquerna, romanzo sulla vita di un uomo che diventa papa e poi eremita, che contiene il Libro dell'amico e dell'amato, raccolta di brevi versetti mistici;
- il Libro delle meraviglie, noto anche come Fèlix, enciclopedia narrativa in forma di viaggio.
Viaggiò a Parigi, Montpellier, Genova, Roma e in Nord Africa, dove predicò più volte e fu imprigionato ed espulso. Al Concilio di Vienne (1311-1312) sostenne la creazione di cattedre di lingue orientali nelle università. Morì intorno al 1316; una tradizione, non confermata, vuole che fosse stato lapidato a Bugia, in Algeria.
Il falso Lullo alchimista
Dopo la sua morte cominciarono a circolare con il suo nome numerosi trattati di alchimia, il più famoso dei quali è il Testamentum, composto nel Trecento. Gli studiosi concordano nel considerarli spuri: nelle opere sicuramente autentiche Lullo si mostra scettico verso la trasmutazione dei metalli. Il cosiddetto pseudo-Lullo fu però uno dei corpus alchemici più letti in Europa, e contribuì a fare di Lullo un'autorità ermetica.
L'eredità
L'Arte lulliana ebbe una lunga fortuna: la studiarono Niccolò Cusano, Giordano Bruno, che la combinò con l'arte della memoria, Athanasius Kircher e il giovane Leibniz, che nella Dissertatio de arte combinatoria (1666) riconobbe il proprio debito.
In sintesi
- Raimondo Lullo (circa 1232-1316) fu un laico maiorchino che dedicò la vita al dialogo e alla missione.
- La sua Ars magna combina attributi divini e domande tramite figure e ruote, per arrivare a verità condivisibili.
- Scrisse romanzi e dialoghi fondamentali per la letteratura catalana.
- I trattati alchemici a suo nome sono spuri, opera del cosiddetto pseudo-Lullo.