Georges Ivanovič Gurdjieff è uno dei personaggi più enigmatici del Novecento spirituale. Non fondò una religione né un ordine iniziatico nel senso tradizionale, ma un «lavoro» su se stessi che ha attratto scrittori, artisti, musicisti e intellettuali. Molte informazioni sulla sua vita provengono da lui stesso e sono volutamente avvolte nel mistero: proprio per questo è importante distinguere ciò che è documentato da ciò che appartiene al racconto.
Un'infanzia ai confini degli imperi
Gurdjieff nacque ad Alessandropoli, l'attuale Gyumri in Armenia, allora nell'Impero russo, da padre greco e madre armena. La data di nascita è incerta: le ipotesi vanno dal 1866 al 1877. Il padre era un pastore e un ashokh, un cantore di poemi tradizionali, e Gurdjieff ricordava di aver ascoltato da lui l'epopea di Gilgamesh.
Crebbe a Kars, in un ambiente multietnico e multireligioso. Della sua giovinezza parla il libro Incontri con uomini straordinari, pubblicato dopo la sua morte: vi racconta di lunghi viaggi in Asia centrale, Egitto, Tibet e Medio Oriente alla ricerca di una conoscenza antica, in compagnia di un gruppo chiamato «Cercatori della Verità». Gli storici considerano questo libro in parte autobiografico e in parte allegorico: i viaggi non sono documentabili nei dettagli.
Mosca, San Pietroburgo e Ouspensky
Gurdjieff compare con certezza nelle fonti intorno al 1912 a Mosca, dove riunì un primo gruppo di allievi. Nel 1915 lo incontrò il giornalista e matematico Pëtr Demianovič Ouspensky, già autore di libri sulla quarta dimensione. Ouspensky divenne il suo allievo più importante e annotò con cura i suoi insegnamenti di quegli anni, poi pubblicati nel libro Frammenti di un insegnamento sconosciuto (in inglese In Search of the Miraculous), uscito nel 1949.
La Rivoluzione russa costrinse il gruppo a spostarsi continuamente: Essentuki nel Caucaso, Tbilisi, Costantinopoli, Berlino. Ouspensky si separò da Gurdjieff intorno al 1924 e proseguì da solo l'insegnamento a Londra.
L'Istituto di Fontainebleau
Nel 1922 Gurdjieff si stabilì in Francia e acquistò lo Château du Prieuré ad Avon, vicino a Fontainebleau, dove fondò l'Istituto per lo sviluppo armonico dell'uomo. Gli allievi vi conducevano una vita comunitaria intensa, fatta di lavoro manuale faticoso, esercizi di attenzione, musica e danze.
Nel gennaio del 1923 vi morì la scrittrice neozelandese Katherine Mansfield, già gravemente malata di tubercolosi, che aveva scelto di trascorrere lì gli ultimi mesi. Nel 1924 Gurdjieff fu vittima di un grave incidente d'auto; dopo la convalescenza ridusse le attività dell'Istituto e si dedicò soprattutto alla scrittura.
Le idee principali
L'insegnamento di Gurdjieff, che Ouspensky definì Quarta Via, si distingue dalle vie del fachiro, del monaco e dello yogi perché non richiede di ritirarsi dal mondo: si pratica nella vita ordinaria. Alcuni concetti fondamentali sono:
- l'uomo-macchina: l'essere umano ordinario agisce in modo automatico, reagendo agli stimoli senza una vera volontà;
- il ricordo di sé: lo sforzo di essere presenti a se stessi mentre si osserva ciò che accade, premessa di ogni trasformazione;
- i tre centri: intellettuale, emotivo e motorio, che nell'uomo ordinario lavorano in modo squilibrato;
- la legge del tre e la legge del sette: principi cosmologici che regolerebbero ogni processo, il secondo legato alla scala musicale;
- l'enneagramma: una figura a nove punte inscritta in un cerchio, usata per rappresentare i processi secondo queste leggi.
Va ricordato che l'enneagramma della personalità, molto diffuso oggi, è uno sviluppo successivo, nato negli anni Sessanta e Settanta, e non coincide con l'uso che ne faceva Gurdjieff.
I Movimenti e la musica
Una parte essenziale del lavoro erano i Movimenti, danze sacre e esercizi di gruppo di grande precisione, che Gurdjieff diceva di aver appreso in monasteri e comunità dell'Asia. Furono presentati in pubblico a Parigi e a New York fra il 1923 e il 1924. Con il compositore Thomas de Hartmann, Gurdjieff realizzò centinaia di brani per pianoforte, ispirati a melodie orientali.
Scritti e ultimi anni
L'opera principale di Gurdjieff è I racconti di Belzebù a suo nipote, un lungo e complesso racconto cosmico pubblicato nel 1950, nel quale un essere di un altro mondo descrive con ironia le stranezze dell'umanità. Gurdjieff morì a Neuilly-sur-Seine nell'ottobre del 1949.
Un giudizio equilibrato
Gurdjieff divide ancora oggi chi lo studia. I suoi allievi testimoniano la forza della sua presenza e l'efficacia delle sue richieste di attenzione. I critici sottolineano i suoi metodi spesso duri e autoritari, le richieste di denaro, l'impossibilità di verificare le fonti da cui affermava di aver tratto il suo sapere. Per la storia delle idee resta una figura chiave nel passaggio dall'occultismo dell'Ottocento alle spiritualità del Novecento centrate sulla consapevolezza.
In sintesi
- G. I. Gurdjieff nacque ad Alessandropoli in una data incerta tra il 1866 e il 1877 e morì nel 1949.
- I suoi insegnamenti degli anni russi ci sono noti soprattutto attraverso Ouspensky.
- A Fontainebleau fondò l'Istituto per lo sviluppo armonico dell'uomo, con lavoro, Movimenti e musica.
- Concetti come uomo-macchina, ricordo di sé ed enneagramma definiscono la Quarta Via.