✒ Maestri dell'esoterismo

Guillaume Postel: orientalista, cabalista e profeta della concordia

Guillaume Postel, orientalista del Cinquecento: i viaggi in Oriente, le traduzioni cabalistiche, la Madre Giovanna di Venezia e il sogno di concordia.

Guillaume Postel fu uno dei più grandi conoscitori di lingue orientali del Rinascimento e, allo stesso tempo, uno dei suoi visionari più singolari. Insegnò al Collegio reale di Parigi, tradusse per primo in latino testi fondamentali della cabala, viaggiò fino a Costantinopoli e in Terra Santa. Ma credette anche di essere chiamato a riunire tutta l'umanità in un'unica fede e considerò una donna incontrata a Venezia come la nuova Eva. Erudizione e profezia, in lui, non si possono separare.

Le origini e i primi viaggi

Postel nacque nel 1510 a Barenton, in Normandia, in una famiglia modesta. Rimasto presto orfano, si mantenne agli studi lavorando come domestico a Parigi e imparò da solo, con straordinaria rapidità, il greco e l'ebraico.

Nel 1535 partì per Costantinopoli al seguito dell'ambasciata francese presso Solimano il Magnifico. Vi imparò l'arabo, raccolse manoscritti e studiò le lingue e le religioni dell'Impero ottomano. Al ritorno pubblicò nel 1538 una raccolta degli alfabeti di dodici lingue diverse e una grammatica araba, tra le prime in Europa.

Il professore e il sogno di unità

Intorno al 1538 Francesco I lo nominò lettore di matematica e lingue orientali nel Collegio reale, l'istituzione che sarebbe diventata il Collège de France. Postel era convinto che conoscere le lingue fosse la chiave per unire i popoli: nel De orbis terrae concordia (1544) sostenne che le verità fondamentali del cristianesimo potessero essere dimostrate razionalmente a ebrei e musulmani, conducendo l'umanità a una concordia universale sotto un unico re e un'unica fede.

Nel 1544 entrò nella Compagnia di Gesù a Roma, ma ne fu dimesso l'anno seguente: le sue idee sulla monarchia universale francese e le sue profezie non erano compatibili con l'obbedienza richiesta.

La Madre Giovanna

Il passaggio decisivo avvenne a Venezia, dove Postel lavorò come cappellano presso l'Ospedaletto dei Santi Giovanni e Paolo. Lì conobbe una donna anziana dedita ai poveri, chiamata Madre Zuana o Giovanna. Postel la considerò una figura profetica: la «nuova Eva», attraverso cui il principio femminile della redenzione si sarebbe manifestato, così come quello maschile si era manifestato in Cristo.

Dopo la morte di lei, Postel affermò di averne ricevuto lo spirito, che gli avrebbe dato una nuova nascita. Su questo tema scrisse diverse opere, tra cui Les très merveilleuses victoires des femmes du Nouveau Monde (1553). Gli storici considerano queste idee sinceramente vissute da Postel, ma prive di qualsiasi riscontro al di fuori della sua esperienza personale.

Il traduttore della cabala

Accanto alle visioni, Postel portò avanti un lavoro filologico notevole:

Testo Che cosa fece Postel
Sefer Yetzirah Ne pubblicò la prima traduzione latina a stampa (Parigi, 1552), con commento
Zohar Ne tradusse ampie parti in latino, rimaste manoscritte
Protovangelo di Giacomo Lo fece conoscere in Occidente in traduzione latina

Questi lavori resero accessibili ai lettori cristiani testi che prima circolavano solo in ebraico e aramaico, e contribuirono alla diffusione della cabala cristiana nella seconda metà del Cinquecento.

Inquisizione e reclusione

Nel 1555 l'Inquisizione di Venezia esaminò le sue opere. Invece di dichiararlo eretico, i giudici lo definirono amens, privo di senno: una formula che gli salvò la vita. Fu comunque imprigionato a Roma e liberato soltanto nel 1559, quando, alla morte di papa Paolo IV, la folla aprì le carceri dell'Inquisizione.

Tornato in Francia, ebbe ancora un periodo di insegnamento, ma le sue posizioni continuarono a suscitare sospetti. Dal 1562 circa visse ritirato, sotto una sorveglianza blanda, nel monastero di Saint-Martin-des-Champs a Parigi, dove continuò a scrivere e a ricevere visitatori dotti fino alla morte, nel 1581.

Un'eredità duplice

Postel resta un caso emblematico del Rinascimento esoterico. Da un lato fu un pioniere dell'orientalistica e della traduzione; dall'altro un profeta solitario, la cui visione di concordia universale nasceva da un'autentica apertura verso le altre religioni ma anche da convinzioni personali difficili da condividere. Proprio questa combinazione lo ha reso, nei secoli successivi, un autore amato da cabalisti, utopisti e rosacrociani.

In sintesi

  • Guillaume Postel (1510-1581) fu orientalista, lettore al Collegio reale di Parigi e viaggiatore in Oriente.
  • Sognò una concordia universale di tutte le religioni, sostenuta dalla conoscenza delle lingue.
  • Considerò la veneziana Madre Giovanna come la «nuova Eva» e ne fece il centro delle sue profezie.
  • Pubblicò la prima traduzione latina a stampa del Sefer Yetzirah (1552) e tradusse parti dello Zohar.
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