Nella storia dei libri magici le false attribuzioni sono la regola più che l'eccezione. Due casi esemplari sono l'Heptameron, attribuito al medico e filosofo Pietro d'Abano, e il Quarto libro di filosofia occulta, presentato come la continuazione del celebre trattato di Cornelio Agrippa. I due testi hanno viaggiato spesso insieme, nelle stesse edizioni, e hanno avuto un ruolo importante nella formazione della magia cerimoniale moderna.
Il Quarto libro: un'aggiunta non autorizzata
Il De occulta philosophia di Agrippa, pubblicato nella sua forma completa nel 1533, era diviso in tre libri. Qualche decennio dopo la morte dell'autore, avvenuta nel 1535, comparve un Quarto libro che si presentava come la parte pratica dell'opera, quella che avrebbe dovuto mostrare come mettere in atto la teoria esposta nei libri precedenti.
Il testo fu subito contestato. Johann Weyer, che era stato allievo di Agrippa e lo conosceva bene, dichiarò nella sua opera sulle illusioni dei demoni che il Quarto libro non era opera del suo maestro. Questa testimonianza è ancora oggi considerata decisiva, e gli studiosi parlano del testo come opera dello «pseudo-Agrippa».
Che cosa contiene
Il Quarto libro tratta in modo sintetico diversi argomenti:
- il modo di ricavare i nomi degli spiriti dalle posizioni celesti;
- i caratteri e i segni degli spiriti;
- le forme in cui gli spiriti dei pianeti apparirebbero;
- la costruzione di pentacoli e sigilli;
- le consacrazioni degli strumenti e dei luoghi.
Il tono è più tecnico e meno filosofico rispetto ai tre libri autentici. Manca la grande cornice cosmologica e neoplatonica che rende il De occulta philosophia un'opera di pensiero.
L'Heptameron: i sette giorni
L'Heptameron, o Elementi magici, è un breve trattato attribuito a Pietro d'Abano, il medico e astrologo padovano morto all'inizio del XIV secolo. Anche in questo caso l'attribuzione è generalmente considerata falsa: Pietro d'Abano godeva di fama di mago, e il suo nome conferiva al testo prestigio e antichità.
Il titolo, che significa «sette giorni», rimanda alla struttura del libro, organizzato secondo i giorni della settimana.
Il cerchio
La prima parte descrive la costruzione del cerchio, che deve essere adattato a numerose variabili:
- l'ora del giorno o della notte in cui si opera;
- l'angelo che governa quell'ora;
- la stagione dell'anno e gli angeli che la presiedono;
- i nomi del sole e della luna in quella stagione;
- il segno zodiacale in corso.
Ne risulta un cerchio diverso ogni volta, costruito come un piccolo calendario cosmico.
Le operazioni dei giorni
La seconda parte presenta, giorno per giorno, l'angelo che governa ciascun giorno della settimana, il pianeta corrispondente, gli spiriti dell'aria che vi sono soggetti e le fumigazioni appropriate. Per ogni giorno è indicato anche il tipo di operazioni a cui è adatto. Questa struttura ha fatto dell'Heptameron un modello per molte opere successive.
Gli angeli dei giorni indicati dall'Heptameron sono diventati, nel tempo, quasi canonici:
| Giorno | Pianeta | Angelo |
|---|---|---|
| Domenica | Sole | Michele |
| Lunedì | Luna | Gabriele |
| Martedì | Marte | Samaele |
| Mercoledì | Mercurio | Raffaele |
| Giovedì | Giove | Sachiele |
| Venerdì | Venere | Anaele |
| Sabato | Saturno | Cassiele |
Edizioni condivise
I due testi furono stampati insieme in edizioni latine della seconda metà del Cinquecento, spesso in volumi che raccoglievano altri scritti di magia. Nel 1655 Robert Turner pubblicò a Londra una traduzione inglese del Quarto libro che comprendeva anche l'Heptameron, l'Arbatel e altri testi minori. Questa raccolta ebbe grande diffusione nel mondo anglosassone e fu una delle fonti principali della magia cerimoniale vittoriana.
Perché sono importanti
Pur essendo pseudoepigrafi, questi testi hanno un notevole valore storico:
- documentano il passaggio dalla magia medievale a quella moderna;
- mostrano come il nome di un autore celebre potesse diventare un sigillo di autenticità;
- hanno trasmesso un sistema di corrispondenze tra giorni, ore, angeli e pianeti che ritroviamo in molti testi successivi.
Il caso del Quarto libro è particolarmente istruttivo, perché la testimonianza di Weyer ci permette di vedere un'attribuzione falsa smascherata quasi subito, e tuttavia destinata a sopravvivere per secoli.
In sintesi
- Il Quarto libro di filosofia occulta apparve dopo la morte di Agrippa come presunta parte pratica della sua opera.
- Johann Weyer, allievo di Agrippa, ne negò l'autenticità.
- L'Heptameron è attribuito senza fondamento a Pietro d'Abano ed è organizzato secondo i sette giorni.
- Descrive la costruzione di un cerchio che varia secondo ore, stagioni e angeli.
- Robert Turner tradusse entrambi i testi in inglese nel 1655, contribuendo alla loro fortuna moderna.