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Il Grand Albert e il Petit Albert: i segreti attribuiti ad Alberto

Dal Liber aggregationis al Grand Albert e al Petit Albert: i libri di segreti attribuiti ad Alberto Magno e la loro diffusione tra i venditori ambulanti.

Alberto Magno fu uno dei più grandi pensatori del Medioevo: frate domenicano, maestro di Tommaso d'Aquino, autore di opere monumentali di filosofia, teologia e scienze naturali. Eppure, per molti lettori dell'età moderna, il suo nome era legato soprattutto a due piccoli libri di segreti venduti per pochi soldi nelle piazze e nei mercati: il Grand Albert e il Petit Albert. La storia di questi testi è un esempio affascinante di come un nome illustre possa trasformarsi in leggenda popolare.

Alberto Magno e la fama di mago

Alberto Magno si interessò davvero di scienze naturali, e nelle sue opere trattò di minerali, piante e animali, raccogliendo e discutendo quanto sapevano gli autori antichi e arabi. Questo vasto sapere sulla natura, unito alla sua fama, gli procurò già nel Medioevo una reputazione di mago, che egli non aveva cercato. Fiorirono leggende su di lui, come quella di una testa parlante che avrebbe costruito.

Su questa fama si innestarono numerosi testi apocrifi, che portavano il suo nome ma non erano opera sua.

Il Liber aggregationis

Il più importante di questi apocrifi è il Liber aggregationis, conosciuto anche come Liber secretorum, un trattato sulle virtù delle erbe, delle pietre e degli animali, a cui spesso si aggiungeva un breve testo sulle meraviglie del mondo. Fu composto nel Medioevo, probabilmente nel XIII secolo, da un autore sconosciuto, e circolò sotto il nome di Alberto.

Il libro ebbe un successo straordinario con l'avvento della stampa: tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento fu stampato moltissime volte, in latino e poi nelle lingue volgari. È da questo testo che deriva, in buona parte, il Grand Albert.

Il Grand Albert

In Francia il Liber aggregationis e altri materiali pseudo-albertini confluirono in un volume chiamato Le Grand Albert, che conteneva:

  • le presunte proprietà occulte di piante, pietre e animali;
  • nozioni sul concepimento e sulla generazione secondo le idee dell'epoca;
  • indicazioni astrologiche e notizie sulle influenze dei pianeti;
  • curiosità e meraviglie della natura.

Il tono è quello di un'enciclopedia popolare delle meraviglie, più che di un trattato di magia cerimoniale.

Il Petit Albert

Il Petit Albert, il cui titolo completo parla di segreti meravigliosi della magia naturale e cabalistica, è un'opera diversa e più tarda. Apparve in Francia nel XVIII secolo, spesso con indicazioni di luogo e di editore fittizie, come era consuetudine per i libri considerati pericolosi.

È una raccolta eterogenea di ricette, talismani, segreti per la casa, per l'amore, per il gioco, per la protezione contro i ladri e altre preoccupazioni della vita quotidiana. Tra i passi più celebri c'è la descrizione della cosiddetta «mano della gloria», un oggetto macabro che, secondo la leggenda, avrebbe permesso ai ladri di entrare nelle case senza svegliare gli abitanti. Il libro descrive anche i mezzi per proteggersi da essa: l'interesse per l'oggetto è parte di un folklore più ampio, diffuso in diversi paesi europei.

La diffusione tra il popolo

Il successo di questi libri si deve in gran parte alla rete dei venditori ambulanti, i colporteurs, che percorrevano le campagne francesi vendendo libretti economici: almanacchi, vite di santi, romanzi cavallereschi e anche libri di segreti. Una parte importante di questa produzione era legata alla cosiddetta Bibliothèque bleue, la collana di libri popolari stampati a Troyes con copertine di carta azzurra.

Grazie a questa rete, il Grand Albert e il Petit Albert entrarono in molte case di campagna, dove venivano custoditi con un misto di curiosità e timore. In alcune regioni circolava la convinzione che possedere questi libri fosse pericoloso, e che chi li leggeva senza preparazione potesse attirare su di sé forze incontrollabili.

Il valore storico

Oggi questi testi interessano gli storici per diverse ragioni:

  1. documentano la trasformazione del sapere medievale in cultura popolare;
  2. mostrano quali fossero le preoccupazioni quotidiane dei lettori, dalla salute alla sicurezza, dall'amore al denaro;
  3. testimoniano il ruolo della stampa economica nella diffusione delle idee;
  4. conservano credenze e pratiche del folklore europeo.

Le ricette che contengono non hanno alcun valore pratico e vanno lette esclusivamente come documenti di una mentalità.

In sintesi

  • Il Grand Albert e il Petit Albert sono libri di segreti attribuiti falsamente ad Alberto Magno.
  • Il Grand Albert deriva in gran parte dal medievale Liber aggregationis sulle virtù di erbe, pietre e animali.
  • Il Petit Albert è un'opera francese del Settecento, raccolta di ricette e talismani.
  • Entrambi si diffusero grazie ai venditori ambulanti e alla letteratura popolare come la Bibliothèque bleue.
  • Oggi sono preziosi come testimonianze della cultura e delle credenze popolari europee.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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