L'ordine del Tempio fu soppresso nel 1312, e le fonti medievali non mostrano alcuna continuazione clandestina. Eppure, a partire dal Settecento, si diffuse con forza l'idea che i Templari fossero sopravvissuti in segreto, trasmettendo dottrine e gradi fino all'età moderna. Studiare questo mito significa studiare non il Medioevo, ma il modo in cui l'Europa moderna ha cercato antenati prestigiosi per le proprie società iniziatiche.
Che cosa accadde davvero ai Templari
Dopo la soppressione, i confratelli non giustiziati ebbero destini diversi. Molti entrarono in altri ordini, soprattutto negli Ospitalieri, che avevano ricevuto i beni del Tempio. Altri vissero in monasteri con una pensione. In Portogallo i beni passarono al nuovo Ordine di Cristo, nel regno d'Aragona all'Ordine di Montesa. Si tratta di continuità patrimoniali e personali documentate, non di una trasmissione segreta.
Il discorso di Ramsay
Il punto di partenza del mito moderno si trova in ambiente massonico. Nel 1737 il cavaliere Andrew Michael Ramsay, scozzese residente in Francia, preparò un discorso destinato alle logge parigine. Vi sosteneva che la massoneria discendeva dai cavalieri crociati, che avrebbero unito l'arte del costruire alla devozione religiosa in Terrasanta.
È importante notare un dettaglio: Ramsay parlava di crociati e si riferiva soprattutto ai cavalieri di San Giovanni, non specificamente ai Templari. Ma l'idea di una filiazione cavalleresca della massoneria aprì la strada ai gradi detti appunto «cavallereschi» e, presto, a una lettura templare.
La Stretta Osservanza
Negli anni Cinquanta del Settecento il barone tedesco Karl Gotthelf von Hund diede vita a un sistema massonico che prese il nome di Stretta Osservanza templare. Hund affermava di essere stato ricevuto in un ordine templare sopravvissuto, guidato da «superiori incogniti» che non si mostravano mai.
Il sistema ebbe un successo notevole in Germania e in Europa centrale:
- organizzava le logge in province, con riferimento alle antiche province dell'ordine;
- attribuiva ai membri nomi cavallereschi latini;
- prometteva la rivelazione dei segreti templari ai gradi più alti.
I superiori incogniti, però, non si manifestarono mai, e i dubbi crebbero.
Il convento di Wilhelmsbad
Nel 1782 si riunì a Wilhelmsbad, presso Hanau, un grande convento massonico che doveva chiarire la questione. Il risultato fu la rinuncia alla pretesa di discendenza storica dai Templari. Il sistema fu riformato secondo le idee elaborate a Lione da Jean-Baptiste Willermoz, e il grado cavalleresco interno assunse il nome di Cavalieri Beneficenti della Città Santa. Il Tempio rimase come ideale spirituale, non come genealogia.
La Carta di Larmenius
All'inizio dell'Ottocento a Parigi Bernard-Raymond Fabré-Palaprat si presentò come gran maestro di un Ordine del Tempio restaurato. A sostegno di questa pretesa veniva esibita la cosiddetta Carta di Larmenius, un documento in latino cifrato secondo cui Jacques de Molay avrebbe trasmesso la guida dell'ordine a un certo Giovanni Marco Larmenio, seguito da un elenco ininterrotto di gran maestri.
Gli studiosi considerano questo documento un falso settecentesco. L'ordine di Fabré-Palaprat sviluppò anche una propria dottrina religiosa, ispirata a un testo apocrifo del Vangelo di Giovanni detto Leviticon, e ottenne una certa visibilità durante l'età napoleonica.
La leggenda scozzese
Un'altra versione del mito collega i Templari alla Scozia. Secondo questa narrazione, alcuni cavalieri sarebbero fuggiti presso Roberto I Bruce e avrebbero combattuto a Bannockburn nel 1314, per poi tramandare i loro segreti attraverso le logge scozzesi. Nessuna fonte contemporanea documenta una partecipazione templare a quella battaglia.
Lo stesso vale per la cappella di Rosslyn, presso Edimburgo, iniziata nel 1446 da William Sinclair: è un edificio ricchissimo di sculture, ma costruito oltre un secolo dopo la soppressione dell'ordine, e non esistono prove di un suo legame con i Templari.
Perché il mito ha avuto successo
| Bisogno | Risposta offerta dal mito |
|---|---|
| Antichità | Una genealogia che risale alle crociate |
| Prestigio | Il richiamo alla cavalleria e alla nobiltà |
| Mistero | Un segreto custodito da superiori nascosti |
| Riscatto | La vendetta morale di un ordine ingiustamente distrutto |
Il mito risponde a esigenze simboliche reali. Per molti iniziati del Settecento il Templare rappresentava l'unione di spiritualità e azione, di fedeltà e sacrificio. Nella prospettiva dello Studio Esoterico Cornelio, è questo valore ideale a poter essere accolto, purché non venga presentato come storia documentata.
Come distinguere storia e leggenda
Chi incontra affermazioni sulla sopravvivenza dei Templari può porsi alcune domande semplici:
- Esiste una fonte medievale che attesti il fatto?
- Il documento citato è stato esaminato da storici indipendenti?
- La catena di trasmissione è documentata in ogni passaggio?
- Il racconto nasce prima o dopo il Settecento?
Quasi sempre le risposte rivelano che si tratta di costruzioni moderne, interessanti come fenomeno culturale ma non come prova storica.
In sintesi
- Dopo il 1312 i Templari confluirono in altri ordini o vissero in monasteri, senza continuità segreta documentata.
- Il discorso di Ramsay del 1737 collegò la massoneria ai crociati, aprendo la via ai gradi cavallereschi.
- La Stretta Osservanza di von Hund diffuse l'idea di superiori templari incogniti, abbandonata a Wilhelmsbad nel 1782.
- La Carta di Larmenius, usata da Fabré-Palaprat, è considerata un falso settecentesco.
- La presenza templare a Bannockburn e il legame con Rosslyn non hanno riscontro nelle fonti.