Se Arnold van Gennep aveva disegnato la mappa dei riti di passaggio, l'antropologo britannico Victor Turner scelse di esplorarne la regione centrale: quella fase «di margine» in cui il soggetto non è più ciò che era e non è ancora ciò che diventerà. Da questo lavoro nacquero due concetti oggi famosissimi, liminalità e communitas.
Il lavoro sul campo tra gli Ndembu
Turner (1920-1983) si formò nella cosiddetta scuola di Manchester, guidata da Max Gluckman, e negli anni Cinquanta condusse lunghe ricerche tra gli Ndembu della Rhodesia del Nord, l'attuale Zambia. Lavorò insieme alla moglie Edith, che proseguì poi gli studi sul rituale per tutta la vita.
Gli Ndembu possedevano un repertorio rituale vastissimo: cerimonie di guarigione, culti degli antenati, l'iniziazione maschile con circoncisione chiamata Mukanda, quella femminile Nkang'a. Turner si accorse che per capire questi riti non bastava descriverne i gesti: occorreva comprendere i simboli, che nella cultura ndembu avevano più significati sovrapposti. L'albero dal lattice bianco, ad esempio, rimandava insieme al latte materno, alla discendenza matrilineare e all'unità del gruppo.
«Betwixt and between»
Nel 1964 Turner pubblicò un saggio dal titolo eloquente, Betwixt and Between, «né qui né là», poi raccolto nel volume The Forest of Symbols (1967). Vi sosteneva che il periodo liminale non è un semplice intervallo, ma una condizione con caratteristiche proprie e ricorrenti.
Chi si trova sulla soglia tende a essere:
- invisibile dal punto di vista sociale: spesso nascosto, dipinto, mascherato, isolato nella boscaglia;
- spogliato di beni, rango, vesti e talvolta del nome;
- trattato in modo ambiguo: assimilato a un morto, a un embrione, a un essere senza sesso;
- sottomesso agli istruttori, obbediente, silenzioso;
- istruito attraverso simboli, racconti e oggetti sacri mostrati in quel momento soltanto.
Il neofita, scriveva Turner, è come una tavoletta su cui la comunità iscrive il sapere del nuovo stato.
Struttura e antistruttura
Nel 1969 uscì The Ritual Process, il libro che diede a Turner fama internazionale. Qui egli contrappose due modi di stare insieme. La struttura è la società ordinaria, fatta di ruoli, gerarchie, diritti e doveri. La communitas è il legame diretto, egualitario e spontaneo che nasce tra persone sospese fuori dalla struttura.
Durante l'iniziazione i giovani ndembu condividevano fatica, privazioni e segreti; le differenze di famiglia e di prestigio si annullavano. Quel cameratismo, osservava Turner, sopravviveva spesso per tutta la vita.
Un episodio descritto nel libro chiarisce bene l'idea. Nell'insediamento di un capo ndembu, il candidato veniva fatto sedere umilmente in una capanna e sottoposto a rimproveri e insulti da parte della gente, che gli ricordava i suoi doveri. Prima di ricevere il potere, doveva sperimentare la condizione di chi non ne ha nessuno.
Liminale e liminoide
Negli anni Settanta Turner, trasferitosi negli Stati Uniti, allargò lo sguardo alle società industriali. Introdusse il termine liminoide per indicare esperienze che somigliano alla liminalità ma sono volontarie e individuali: il teatro, il carnevale, certe forme d'arte, il tempo libero. Nelle società tradizionali la soglia è obbligatoria e collettiva; nelle società moderne si sceglie e spesso si consuma.
Con Edith Turner studiò anche il pellegrinaggio cristiano, interpretandolo come una forma di liminalità vissuta da adulti in un contesto di libertà personale.
Una lettura per le scuole iniziatiche
I concetti di Turner sono preziosi per chi studia la storia delle confraternite e delle società iniziatiche. Molti elementi rituali si spiegano con chiarezza:
| Elemento rituale | Lettura liminale |
|---|---|
| Benda sugli occhi | Sospensione della vista ordinaria |
| Spoliazione dei metalli o delle vesti | Perdita del rango precedente |
| Percorso nel buio | Attraversamento della soglia |
| Fratellanza tra pari grado | Esperienza di communitas |
Non si tratta di ridurre ogni tradizione a uno schema, ma di riconoscere un linguaggio umano condiviso, che le diverse scuole hanno declinato secondo la propria dottrina.
Limiti e critiche
Alcuni studiosi hanno rimproverato a Turner una certa tendenza a generalizzare, o a idealizzare la communitas come esperienza sempre positiva. Altri hanno notato che non tutte le culture vivono la soglia in termini di eguaglianza. Sono critiche utili: ricordano che la liminalità è una chiave interpretativa, non una legge di natura.
In sintesi
- Victor Turner sviluppò la fase di margine di van Gennep, a partire dalle ricerche tra gli Ndembu dello Zambia.
- La liminalità è uno stato di sospensione con tratti ricorrenti: spoliazione, invisibilità, ambiguità, istruzione simbolica.
- La communitas è il legame egualitario che nasce tra chi attraversa insieme la soglia.
- Il termine liminoide descrive le esperienze volontarie della società moderna.
- Le sue idee aiutano a leggere molti gesti dei rituali iniziatici occidentali.