Nei primi secoli del cristianesimo diventare cristiani non era un gesto rapido. Per gli adulti che chiedevano di entrare nella Chiesa esisteva un percorso lungo e strutturato, il catecumenato, che culminava in una notte precisa dell'anno: la veglia di Pasqua. Le fonti del III e IV secolo ce ne restituiscono le tappe con grande ricchezza di dettagli.
Le fonti principali
Tra i testi più importanti vi sono:
- la cosiddetta Tradizione apostolica, un ordinamento ecclesiastico attribuito tradizionalmente a Ippolito di Roma, la cui paternità è oggi discussa;
- le Catechesi di Cirillo di Gerusalemme, del IV secolo, e le Catechesi mistagogiche a lui attribuite;
- il diario di viaggio di Egeria, una pellegrina che visitò Gerusalemme alla fine del IV secolo e descrisse la liturgia locale;
- i trattati De mysteriis e De sacramentis legati ad Ambrogio di Milano.
Il primo ingresso
Chi desiderava diventare cristiano veniva presentato da garanti, che rispondevano della sua condotta. Secondo la Tradizione apostolica si esaminavano anche le sue occupazioni: alcuni mestieri, considerati incompatibili con la fede, dovevano essere abbandonati. Il candidato diventava allora catecumeno, cioè «colui che viene istruito a voce».
Il catecumenato poteva durare a lungo; la Tradizione apostolica parla di tre anni, pur ammettendo eccezioni. In questo periodo i catecumeni ascoltavano le letture e l'istruzione, ma venivano congedati prima della parte più sacra della liturgia, l'Eucaristia, a cui non potevano assistere.
La Quaresima: gli eletti
All'inizio della Quaresima chi era pronto dava il proprio nome per ricevere il battesimo nella Pasqua imminente. Questi candidati prendevano nomi particolari: competentes in Occidente, photizomenoi, «coloro che vengono illuminati», in Oriente.
Il periodo quaresimale era intenso:
- istruzione quotidiana: Egeria racconta che a Gerusalemme il vescovo spiegava ogni giorno le Scritture ai candidati;
- scrutini: incontri con esorcismi e preghiere, per verificare e purificare;
- consegna del simbolo: al candidato veniva affidato il Credo, che doveva imparare a memoria e poi «restituire» recitandolo davanti alla comunità.
La notte di Pasqua
Il cuore del rito era la veglia pasquale. Le descrizioni antiche, pur con differenze locali, concordano su alcuni gesti fondamentali.
La rinuncia e l'adesione
Cirillo di Gerusalemme spiega che il candidato, nell'atrio del battistero, si volgeva verso occidente, la regione del tramonto e delle tenebre, e rinunciava a Satana e alle sue opere. Poi si volgeva verso oriente, la regione della luce, e professava la propria adesione a Cristo. Era un gesto spaziale di separazione e di nuova direzione.
La spoliazione e l'unzione
Il candidato deponeva le vesti, segno dell'uomo vecchio che veniva abbandonato, e riceveva un'unzione con olio esorcizzato.
L'immersione
Entrava poi nella vasca battesimale. A ogni domanda sulla fede, Padre, Figlio e Spirito, rispondeva «credo» e veniva immerso: tre volte. I commentatori antichi paragonavano il bagno ai tre giorni di Cristo nel sepolcro: l'acqua era tomba e grembo insieme.
La veste bianca e il nuovo ingresso
Uscito dall'acqua, il neofita riceveva un'altra unzione e una veste bianca, che avrebbe indossato per la settimana seguente. Entrava poi per la prima volta nell'assemblea dei fedeli e partecipava all'Eucaristia. La Tradizione apostolica menziona anche una coppa di latte e miele, richiamo alla terra promessa.
La mistagogia
Dopo Pasqua, i neofiti ricevevano un'ultima istruzione, la mistagogia, cioè la spiegazione dei misteri a cui avevano partecipato. Il principio era chiaro: alcune cose si comprendono solo dopo averle vissute. Per questo i riti non venivano spiegati in anticipo, e gli studiosi parlano di una «disciplina dell'arcano», una certa riservatezza sui sacramenti verso i non battezzati.
Un passaggio in tre tempi
L'iniziazione cristiana antica corrisponde in modo sorprendente allo schema dei riti di passaggio: separazione dalla vita precedente, lungo periodo di margine nel catecumenato, aggregazione nella notte pasquale con nuove vesti e ammissione al banchetto comune.
Anche il calendario partecipa al passaggio: la notte pasquale, che celebra la morte e la risurrezione, è il momento in cui il candidato vive simbolicamente la propria morte all'uomo vecchio e la propria nascita come fedele.
In sintesi
- Nei primi secoli l'iniziazione cristiana degli adulti era un percorso lungo, detto catecumenato.
- I catecumeni ascoltavano l'istruzione ma uscivano prima dell'Eucaristia.
- In Quaresima i candidati ricevevano scrutini, esorcismi e la consegna del Credo.
- Nella notte di Pasqua seguivano rinuncia verso occidente, adesione verso oriente, triplice immersione e veste bianca.
- La mistagogia spiegava i riti solo dopo che erano stati vissuti.