⌂ Riti di passaggio

Upanayana: il cordone sacro e la «seconda nascita» in India

Il rito vedico dell'upanayana: il cordone sacro, la Gayatri sussurrata dal maestro, l'ingresso nello studio dei Veda e l'idea della seconda nascita.

Nella tradizione indiana la vita di una persona è scandita da una serie di riti chiamati samskara, «perfezionamenti» o «consacrazioni», che accompagnano dal concepimento alla cremazione. Fra questi, uno dei più importanti è l'upanayana, il rito con cui un ragazzo veniva ammesso allo studio dei Veda e diventava un «nato due volte».

Il nome e il senso

Il termine sanscrito upanayana significa all'incirca «condurre vicino»: il ragazzo viene condotto presso il maestro, il guru o acharya, che lo accoglie come discepolo. Le norme del rito sono esposte nei Grihyasutra, i manuali vedici dei riti domestici, e nei trattati di legge religiosa come le Leggi di Manu.

Il rito riguardava tradizionalmente le tre classi superiori della società vedica: brahmani, kshatriya e vaishya. Chi lo riceveva era detto dvija, «nato due volte». La prima nascita è quella dal corpo della madre; la seconda è quella spirituale, all'interno della tradizione sacra.

L'età del rito

Le Leggi di Manu indicano età diverse per ciascuna classe: l'ottavo anno per il brahmano, l'undicesimo per lo kshatriya, il dodicesimo per il vaishya, contando dal concepimento. Sono fissati anche limiti massimi, oltre i quali chi non aveva ricevuto il rito perdeva il diritto alla condizione piena.

Le fasi della cerimonia

Le forme variano molto secondo le scuole vediche, le regioni e le epoche. Gli elementi più ricorrenti sono questi.

La preparazione

Il ragazzo riceve un bagno purificatore e talvolta la rasatura del capo. Consuma con la madre un ultimo pasto, un gesto che in molte comunità viene letto come congedo dall'infanzia trascorsa nella sfera materna.

La vestizione

Gli vengono consegnati gli oggetti dello studente:

  • una cintura di erba sacra, tradizionalmente erba munja per il brahmano;
  • un bastone, la cui lunghezza e il cui legno variano secondo la classe;
  • una pelle di antilope o un indumento equivalente;
  • soprattutto il cordone sacro, lo yajnopavita.

Il cordone, formato da tre fili, si porta sulla spalla sinistra e scende obliquamente sul fianco destro. In alcune circostanze rituali, come i riti per gli antenati, la posizione viene invertita. È il segno visibile della nuova condizione e verrà indossato per tutta la vita.

La Gayatri

Il momento centrale è la trasmissione della Gayatri, o Savitri, una strofa del Rigveda rivolta al sole come principio di luce e di ispirazione. Il maestro la insegna al discepolo, tradizionalmente sottovoce, parola per parola, poi per mezze strofe, infine per intero. Le Leggi di Manu dicono che in questa seconda nascita la Savitri è la madre e il maestro è il padre.

La prima elemosina

Il nuovo studente compie poi il primo giro di questua, chiedendo cibo: tradizionalmente la prima a dargli l'elemosina è la madre. Il gesto inverte i ruoli: il figlio ora si presenta a lei come un discepolo che riceve, non più come un bambino che viene nutrito.

Il tempo dello studio

L'upanayana apre il brahmacharya, il primo dei quattro stadi della vita. Lo studente viveva presso il maestro, lo serviva, imparava a memoria i testi vedici, osservava la castità e una disciplina rigorosa. Questo periodo, che i testi descrivono di lunghezza variabile, si chiudeva con un altro rito, il samavartana, il «ritorno», segnato da un bagno solenne, dopo il quale il giovane poteva sposarsi.

Le donne e il rito

Alcuni testi antichi lasciano intendere che in epoca vedica certe donne potessero ricevere l'iniziazione e studiare i Veda. Nella tradizione successiva, però, l'upanayana fu in larga parte riservato ai maschi, e per le donne il matrimonio venne considerato l'equivalente di questo rito. Il tema è oggi oggetto di studio e di dibattito anche all'interno delle comunità indiane.

L'upanayana oggi

Il rito è ancora celebrato in molte famiglie, talvolta in forma abbreviata, e spesso non più all'età indicata dai testi: in alcuni casi viene compiuto poco prima del matrimonio. Anche così mantiene il suo significato essenziale di ingresso in una tradizione.

Una seconda nascita

Pochi riti esprimono con tanta chiarezza l'idea di iniziazione come nuova nascita. Il ragazzo esce dalla sfera materna, riceve un padre e una madre spirituali, un segno da portare sul corpo, una parola sacra da custodire, un nuovo modo di vivere. È lo stesso nucleo che ritroviamo, con forme diversissime, in molte scuole iniziatiche del mondo.

In sintesi

  • L'upanayana è il samskara che ammette il ragazzo allo studio dei Veda presso un maestro.
  • Chi lo riceve diventa dvija, «nato due volte».
  • Il cordone sacro a tre fili è il segno permanente della nuova condizione.
  • Il cuore del rito è la trasmissione della Gayatri dal maestro al discepolo.
  • Il rito apre il periodo di studio, il brahmacharya, chiuso dal bagno del ritorno.
☉
Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

Leggi anche