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L'agogé spartana: educazione, krypteia e prove di Artemide Orthia

Dai sette anni alle mense comuni: le tappe dell'educazione spartana secondo Plutarco e Senofonte, con la krypteia e le prove all'altare di Artemide Orthia.

Nessuna città greca fece dell'educazione dei giovani un sistema così totale come Sparta. Il percorso chiamato agogé, «conduzione» o «allevamento», accompagnava il ragazzo dall'infanzia all'età adulta attraverso tappe rigide, prove e separazioni. Le fonti principali sono Senofonte, che conobbe Sparta da vicino, e Plutarco, che nella Vita di Licurgo ne raccolse le tradizioni.

Una premessa sulle fonti

Molto di ciò che sappiamo dell'agogé viene da autori ammiratori di Sparta, e parte delle notizie riguarda epoche diverse, compresa l'età romana, quando alcune pratiche furono rievocate e trasformate in spettacolo. Occorre quindi distinguere ciò che è ben attestato da ciò che appartiene all'immagine idealizzata della città.

La nascita e la prima infanzia

Secondo Plutarco, il neonato non apparteneva soltanto al padre. Veniva portato davanti agli anziani della tribù, che lo esaminavano: se lo giudicavano sano e robusto ne autorizzavano l'allevamento. Fino ai sette anni il bambino restava in famiglia.

Dai sette anni: le «mandrie»

A sette anni il ragazzo veniva separato dalla casa e inserito in un gruppo di coetanei, chiamato con una parola che significa «branco» o «mandria». I gruppi erano sotto l'autorità di un magistrato, il paidonomos, e di giovani più grandi che fungevano da capi.

Le condizioni di vita erano volutamente dure:

  • un solo mantello per tutto l'anno, senza tunica;
  • piedi scalzi, per abituarsi al terreno;
  • giacigli di canne raccolte a mano lungo il fiume Eurota;
  • cibo scarso, per abituare alla fame.

Plutarco aggiunge che i ragazzi erano incoraggiati a procurarsi il cibo rubando, ed erano puniti se venivano scoperti: non per il furto, ma per l'incapacità. A questo contesto appartiene il famoso racconto del ragazzo che nascose sotto il mantello una volpe rubata e si lasciò lacerare piuttosto che tradirsi.

Le prove di Artemide Orthia

Nel santuario di Artemide Orthia, presso l'Eurota, si svolgeva una prova rituale. Senofonte ne descrive una forma antica: i ragazzi dovevano sottrarre il più possibile dei formaggi posti sull'altare, mentre altri li respingevano con le fruste.

In età romana questa prova divenne la diamastigosis, una fustigazione che metteva alla prova la resistenza dei giovani, e attirava spettatori da fuori. Nel III secolo d.C. fu costruito presso l'altare persino un teatro per assistervi. Gli scavi britannici del santuario, all'inizio del Novecento, hanno restituito anche moltissime maschere votive in terracotta e iscrizioni che ricordano i vincitori di gare giovanili.

La krypteia

La pratica più enigmatica è la krypteia, dal verbo che significa «nascondere». Plutarco, citando Aristotele, riferisce che alcuni giovani venivano mandati nelle campagne con un pugnale e poche provviste. Di giorno si nascondevano; di notte potevano uccidere gli iloti, la popolazione asservita, che incontravano. Aristotele avrebbe anche riferito che gli efori, ogni anno, dichiaravano formalmente guerra agli iloti.

Gli studiosi discutono sulla natura esatta della krypteia: istituzione di polizia, prova di sopravvivenza, o entrambe. Molti vi riconoscono una fase liminale: il giovane vive fuori dalla città, isolato, nascosto, con norme opposte a quelle della vita civica, prima di rientrarvi come adulto.

L'ingresso nella comunità degli adulti

Verso i vent'anni il giovane diventava eiren e poteva guidare i gruppi di ragazzi. L'ingresso pieno nella vita adulta era legato all'ammissione a una mensa comune, il syssition. Plutarco descrive la votazione: ogni membro gettava in un recipiente una pallina di mollica di pane; bastava una pallina schiacciata per escludere il candidato. Essere accolti significava appartenere pienamente al corpo dei cittadini.

Una struttura in tappe

Età indicativa Tappa Carattere
Nascita Esame davanti agli anziani Accettazione nella comunità
7 anni Ingresso nei gruppi di coetanei Separazione dalla famiglia
Adolescenza Prove, furto rituale, Orthia Margine, resistenza
Giovinezza Krypteia, per alcuni Vita ai margini
Circa 20 anni e oltre Ammissione al syssition Aggregazione

In sintesi

  • L'agogé era il percorso educativo totale che accompagnava il giovane spartano verso l'età adulta.
  • A sette anni il ragazzo lasciava la famiglia per vivere in gruppi di coetanei in condizioni dure.
  • Al santuario di Artemide Orthia si svolgevano prove rituali, divenute spettacolo in età romana.
  • La krypteia isolava alcuni giovani nelle campagne, in una fase liminale violenta.
  • L'ammissione alla mensa comune sanciva l'ingresso tra i cittadini adulti.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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