La Carboneria è ricordata soprattutto come società segreta politica del Risorgimento. Ma per comprenderla davvero bisogna guardare anche alla sua forma: un'organizzazione con riti di ammissione, gradi, un linguaggio simbolico e un lessico proprio. In questo senso la Carboneria appartiene a pieno titolo alla storia delle società iniziatiche europee, pur con fini dichiaratamente politici.
Origini incerte
Le origini della Carboneria sono discusse. Una tradizione la collega alle confraternite dei carbonai e dei taglialegna della Francia orientale, come quella detta dei fendeurs, i «tagliatori», che già nel Settecento aveva riti ispirati al lavoro nei boschi. Ciò che è certo è che la Carboneria si diffuse ampiamente nel Regno di Napoli durante gli anni del dominio francese, nel primo decennio dell'Ottocento, e da lì nel resto della penisola.
All'inizio molti carbonari erano ostili al governo francese; in seguito l'obiettivo divenne la richiesta di costituzioni liberali ai sovrani restaurati.
Il lessico del bosco
Il tratto più caratteristico della Carboneria è il suo vocabolario, preso dal mondo dei carbonai:
| Termine carbonaro | Significato |
|---|---|
| Vendita | La singola cellula o loggia |
| Baracca | Il luogo della riunione |
| Buoni cugini | I membri, tra loro |
| Pagani | I non affiliati |
| Alta vendita | Organismo di coordinamento superiore |
| Gran Maestro | Chi presiedeva la vendita |
I non affiliati erano dunque i «pagani», mentre i membri si riconoscevano come parenti, cugini, uniti da un vincolo che superava le distinzioni sociali.
I gradi
La struttura di base prevedeva due gradi:
- Apprendista, che riceveva i primi simboli e giurava il segreto;
- Maestro, che accedeva a un livello più profondo dei rituali e dei fini della società.
Col tempo comparvero gradi ulteriori, soprattutto nelle organizzazioni più legate all'azione politica. La somiglianza con i primi gradi massonici è evidente, e non mancavano persone affiliate a entrambe le società.
I simboli
Gli oggetti rituali richiamavano il bosco e il lavoro del carbone, ma venivano caricati di significati morali e religiosi. Le letture variano tra rituali e regioni; queste sono tra le più ricorrenti:
- il carbone, che arde e purifica, era immagine della fede e dello zelo;
- il fuoco, che trasforma il legno in carbone, era il simbolo della rigenerazione;
- la croce, presente nei rituali, ricordava la passione di Cristo;
- l'ascia e la fascina richiamavano il lavoro e l'unione delle forze.
La Carboneria si richiamava a un patrono, San Teobaldo, eremita medievale venerato dai carbonai. I colori associati alla società erano il nero, il rosso e l'azzurro, interpretati come carbone, fuoco e fumo, o anche come fede, carità e speranza.
Il rito di ammissione
Nell'ammissione il candidato veniva condotto bendato nella baracca, sottoposto a domande e a prove, e infine pronunciava il giuramento di segreto e fedeltà. La cerimonia aveva una forte componente drammatica, con il ricorso a immagini legate alla passione di Cristo. Il nuovo «buon cugino» riceveva quindi i segni di riconoscimento e le parole del grado.
I moti del 1820-21
La Carboneria ebbe un ruolo diretto nei moti costituzionali. Nel luglio del 1820 a Nola due ufficiali, Michele Morelli e Giuseppe Silvati, guidarono un'insurrezione che costrinse il re Ferdinando I a concedere una costituzione. L'anno successivo moti simili scoppiarono in Piemonte. In entrambi i casi l'intervento austriaco riportò la situazione al punto di partenza, e seguirono arresti e condanne.
Tra i carbonari arrestati in quegli anni ci fu Silvio Pellico, che raccontò la propria detenzione nello Spielberg nel libro Le mie prigioni, pubblicato nel 1832. Anche Giuseppe Mazzini fu affiliato alla Carboneria prima di fondare, nel 1831, la Giovine Italia, che si proponeva fini e metodi diversi.
La condanna della Chiesa
Nel 1821 papa Pio VII, con la costituzione Ecclesiam a Jesu Christo, condannò la Carboneria con la scomunica. Il documento accusava la società di usare in modo improprio simboli e riti cristiani e di cospirare contro i governi. La condanna rafforzò l'identificazione della società con l'opposizione ai poteri costituiti.
La Carboneria fuori d'Italia
Dall'Italia la Carboneria passò in Francia, dove nel 1821 nacque la Charbonnerie, che tentò alcune cospirazioni contro la monarchia restaurata. Anche in Spagna e in Portogallo si formarono società simili. Dopo gli anni Trenta, però, la sua importanza declinò rapidamente, sostituita da nuove forme di organizzazione politica.
Un esempio di forma iniziatica
La Carboneria mostra quanto profondamente, all'inizio dell'Ottocento, l'idea di iniziazione fosse radicata nella cultura europea. Anche chi aveva fini politici sentiva il bisogno di gradi, simboli e giuramenti per creare legami di fedeltà e un senso di appartenenza. La forma rituale non era decorazione, ma lo strumento con cui una comunità segreta diventava tale.
In sintesi
- La Carboneria si diffuse nel Regno di Napoli nel primo Ottocento, con origini discusse nelle confraternite dei carbonai.
- Usava un lessico del bosco: vendite, baracche, buoni cugini e pagani.
- I gradi principali erano apprendista e maestro, con riti di ammissione e giuramenti.
- Carbone, fuoco e croce erano i suoi simboli principali.
- Ebbe un ruolo nei moti del 1820-21 e fu condannata da Pio VII nel 1821.