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Gerolamo Cardano: medico, matematico e astrologo del Rinascimento

Gerolamo Cardano tra scienza e astrologia: l'Ars magna e le equazioni cubiche, il De subtilitate, gli oroscopi celebri, il processo e l'autobiografia.

Gerolamo Cardano è uno dei personaggi più sorprendenti del Rinascimento italiano. Nella storia della matematica è ricordato per aver pubblicato la soluzione delle equazioni di terzo grado; in meccanica il suo nome sopravvive nel «giunto cardanico»; in medicina fu uno dei professionisti più richiesti d'Europa. Eppure fu anche un astrologo convinto, un interprete di sogni e presagi, un uomo che credeva di essere accompagnato da uno spirito familiare. La sua figura mostra quanto fossero porosi, nel Cinquecento, i confini fra scienza e arti occulte.

Una giovinezza difficile

Cardano nacque a Pavia nel 1501, figlio illegittimo di Fazio Cardano, giurista e matematico milanese amico di Leonardo da Vinci. Ebbe un'infanzia segnata da malattie e da un rapporto difficile con la famiglia. Studiò medicina a Pavia e a Padova, dove si laureò, ma per anni il Collegio dei medici di Milano rifiutò di ammetterlo, a causa della sua nascita illegittima.

Visse a lungo in povertà, esercitando la medicina in un piccolo centro vicino a Padova e giocando d'azzardo, a dadi e a scacchi, per mantenersi. Questa esperienza diede origine al Liber de ludo aleae, uno dei primi studi matematici sulle probabilità nel gioco, pubblicato solo nel Seicento.

Il matematico dell'Ars magna

Ottenuto finalmente il riconoscimento a Milano, Cardano divenne un medico e un professore celebre. Nel 1545 pubblicò l'Ars magna, uno dei testi fondamentali dell'algebra moderna, in cui esponeva i metodi per risolvere le equazioni di terzo e quarto grado.

La pubblicazione scatenò una delle polemiche più famose della storia della matematica. Il metodo per le equazioni cubiche gli era stato rivelato da Niccolò Tartaglia, che sosteneva di averglielo comunicato sotto giuramento di segretezza. Cardano rispose di aver scoperto che la soluzione era già stata trovata da Scipione del Ferro, e nel libro attribuì il merito a entrambi; il metodo per il quarto grado era invece del suo allievo Ludovico Ferrari.

Le enciclopedie della natura

Cardano scrisse due grandi opere di filosofia naturale che ebbero enorme diffusione:

  • De subtilitate (1550), un'enciclopedia delle cose naturali e artificiali, dai metalli agli animali, dalle macchine ai demoni;
  • De rerum varietate (1557), una prosecuzione che raccoglie ulteriori meraviglie, segreti e osservazioni.

In questi libri convivono descrizioni tecniche accurate, come quella del sistema di sospensione che porta il suo nome, e credenze tipiche del tempo sulle simpatie fra le cose, sui prodigi e sugli spiriti.

L'astrologia occupava un posto centrale nel pensiero di Cardano. Scrisse un ampio commento al Tetrabiblos di Tolomeo, il testo base dell'astrologia antica, e raccolte di oroscopi di personaggi famosi, con cui intendeva dimostrare la validità dell'arte confrontando i temi natali con le vite reali.

Due oroscopi lo resero particolarmente noto:

Oroscopo Che cosa accadde
Edoardo VI d'Inghilterra Nel 1552 Cardano, in visita in Inghilterra, gli predisse una vita lunga; il giovane re morì l'anno seguente, a quindici anni
Gesù Cristo Nel commento a Tolomeo calcolò il tema natale di Cristo, suscitando l'accusa di sottoporre la vita del Salvatore all'influsso degli astri

Il caso di Edoardo VI è un esempio istruttivo: Cardano stesso, nelle edizioni successive, cercò di spiegare l'errore, mostrando quanto fosse difficile per l'astrologia superare la prova dei fatti.

Sogni, presagi e lo spirito familiare

Nel Somniorum Synesiorum (1562) Cardano trattò dell'interpretazione dei sogni, raccogliendo anche esperienze personali. Si interessò di metoposcopia, la divinazione dalle linee della fronte, e nella sua autobiografia raccontò di presagi e di uno spirito protettore che lo avrebbe accompagnato, come era accaduto, secondo lui, anche a suo padre.

Tragedie e processo

Gli ultimi decenni furono segnati da disgrazie. Nel 1560 il figlio maggiore, Giovanni Battista, fu giustiziato per aver avvelenato la moglie, e lo scandalo travolse anche il padre. Nel 1570, mentre insegnava a Bologna, Cardano fu arrestato dall'Inquisizione. Fu liberato dopo alcuni mesi, ma gli fu vietato di insegnare e di pubblicare.

Si trasferì a Roma, dove ricevette una pensione dal papa e trascorse gli ultimi anni scrivendo il De vita propria, un'autobiografia di eccezionale franchezza, pubblicata nel 1643. Morì a Roma nel 1576. Una leggenda, riferita da autori successivi e non dimostrata, vuole che si fosse lasciato morire per confermare la data della propria morte prevista con l'astrologia.

In sintesi

  • Gerolamo Cardano (1501-1576) fu medico, matematico, filosofo naturale e astrologo.
  • Nell'Ars magna (1545) pubblicò la soluzione delle equazioni di terzo e quarto grado.
  • Commentò Tolomeo e compilò oroscopi celebri, tra cui quello errato di Edoardo VI.
  • Arrestato dall'Inquisizione nel 1570, scrisse a Roma l'autobiografia De vita propria.
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