Alcuni testi esoterici sono stati letti e copiati senza interruzione per secoli. Altri sono riemersi quasi per caso, grazie al lavoro paziente degli studiosi. Il Sefer ha-Razim, il «Libro dei Misteri», appartiene a questa seconda categoria: un'opera ebraica della tarda antichità che è stata ricostruita nel Novecento a partire da frammenti dispersi. Oggi è considerata una delle testimonianze più importanti della magia ebraica antica.
Una ricostruzione moderna
Il testo non ci è giunto in un manoscritto completo. Lo studioso israeliano Mordecai Margalioth lo ricostruì e lo pubblicò nel 1966, mettendo insieme frammenti provenienti dalla Genizah del Cairo, il deposito di una sinagoga dove per secoli erano stati accumulati testi in disuso, insieme a citazioni e rielaborazioni conservate in opere più tarde, tra cui il Sefer Raziel, e a traduzioni medievali.
La ricostruzione di Margalioth è stata discussa e in parte rivista dagli studiosi successivi, ma ha permesso di riconoscere l'esistenza di un'opera coerente e antica.
Datazione e ambiente
Il Sefer ha-Razim è scritto in un ebraico che richiama quello della letteratura rabbinica antica e contiene numerosi prestiti dal greco. Gli studiosi lo collocano nella tarda antichità, generalmente tra il III e il V secolo, anche se la datazione precisa resta discussa. Il testo riflette un ambiente in cui la cultura ebraica era in stretto contatto con quella greco-romana, e in cui le pratiche magiche circolavano tra comunità diverse.
La cornice
Secondo l'introduzione, il libro fu rivelato a Noè dall'angelo Raziel prima del diluvio. Noè lo avrebbe scritto su una pietra preziosa e lo avrebbe custodito nell'arca. Il libro sarebbe poi passato attraverso le generazioni fino a Salomone, che ne trasse la sua sapienza e il suo potere sugli spiriti.
Questa cornice colloca il testo in una genealogia sacra, simile a quella che troviamo nel Sefer Raziel, e gli conferisce un'autorità primordiale.
I sette firmamenti
La struttura del Sefer ha-Razim segue l'ordine dei sette firmamenti, cioè dei cieli sovrapposti della cosmologia antica. Per ogni firmamento il testo descrive:
- le schiere di angeli che lo abitano;
- i loro capi e i loro nomi;
- le funzioni che svolgono;
- le operazioni rituali che possono essere compiute invocandoli.
I primi sei firmamenti contengono gli angeli che possono essere invocati per vari scopi. Il settimo, invece, è il luogo del trono di Dio, e la sua descrizione assume il tono di un inno di lode, senza istruzioni rituali. La struttura del libro è dunque ascendente: si sale dagli angeli più vicini al mondo fino alla presenza divina.
La preghiera a Helios
Uno dei passaggi più sorprendenti del testo riguarda il quarto firmamento, legato al sole. Qui il Sefer ha-Razim contiene una preghiera rivolta a Helios, il sole personificato, scritta in greco ma traslitterata in caratteri ebraici. Il sole viene salutato come un essere luminoso che percorre il cielo.
Questo passo ha suscitato grande interesse tra gli studiosi, perché mostra quanto fosse permeabile il confine tra cultura ebraica e cultura greca nella tarda antichità. Va detto che nel testo il sole resta subordinato a Dio: è una creatura luminosa, non una divinità indipendente. Si può ricordare che nello stesso periodo anche in alcune sinagoghe della terra d'Israele furono realizzati mosaici con la figura di Helios al centro dello zodiaco.
Una magia ordinata
Le operazioni descritte nel Sefer ha-Razim riguardano molti aspetti della vita: la conoscenza del futuro, la protezione, i rapporti con gli altri. Il testo le inquadra però in una cosmologia ordinata, in cui ogni angelo ha un posto e una funzione. La magia appare come conoscenza della struttura del cielo e del suo governo.
Il libro richiede anche purificazioni e astinenze, e insiste sulla necessità di agire secondo il tempo e il luogo adatti.
L'importanza del testo
Il Sefer ha-Razim è prezioso per diversi motivi:
- è una delle più antiche opere magiche ebraiche organizzate in modo sistematico;
- documenta i contatti tra cultura ebraica e mondo greco-romano;
- mostra la continuità tra la magia antica e i testi medievali come il Sefer Raziel;
- offre una cosmologia angelica dettagliata, che si collega alla letteratura dei palazzi celesti.
In sintesi
- Il Sefer ha-Razim è un testo ebraico tardoantico, ricostruito da Mordecai Margalioth nel 1966.
- Si basa su frammenti della Genizah del Cairo e su rielaborazioni posteriori.
- Secondo la cornice fu rivelato a Noè dall'angelo Raziel.
- È organizzato secondo i sette firmamenti, con il settimo dedicato al trono di Dio.
- Contiene una preghiera a Helios in greco traslitterato in caratteri ebraici.